6 inviti per Google Wave!

Google Wave è un tool online per la comunicazione e la collaborazione in tempo reale.

Tramite Wave le persone possono discutere e lavorare insieme utilizzando il classico testo oppure attraverso foto, video, mappe e molto di più.

Ogni partecipante può rispondere ai messaggi, modificarli, invitare altre persone in qualunque momento della conversazione.

Con la trasmissione in tempo reale, la comunicazione diventa più veloce.

Possono essere integrati in Wave anche dei plugin.

Attualmente Google Wave è su invito.

Oggi ribel@blog:~$ vi offre 6 inviti per Wave!

Riceveranno gli inviti i primi 6 che commenteranno l’articolo inserendo la propria email.


Vi ricordo che se non riuscite a commentare in tempo non dovete demoralizzarvi, seguite il blog perchè molto presto ci saranno nuovi inviti a disposizione per voi ;)

Chi si aggiudicherà i primi 6 inviti? Commentateeee!

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Un po’ di reversing

Come avrete capito dal titolo oggi parleremo di reversing.Per comprende la guida serve qualche conoscenza di assembly e di c++ per capire il codice sottostante:

#include <iostream>
#include <string.h>
using namespace std;

int main(){
char a[100];
char b[100];
strcpy (b,"pass");
cout<<"Inserisci la password:\n";
gets(a);
if (strcmp(a,b)==0){
cout<<"password corretta\n";
}
else{
cout<<"password errata\n";
}
return 0;
}

Questo semplice codice non fa altro che confrontare la stringa “a” con la stringa “b” e se le due stringhe sono uguali allora stamperà il messaggio “password corretta”,se le due stringhe non combaciano verrà stampato “password errata”.Se proviamo ad eseguire il programma ci verrà chiesta una password ,naturalmente chi non ha la possibilità di leggere il codice sorgente non saprà mai qual’è la password , ma non c’è da preoccuparsi possiamo benissimo modificare l’eseguibile per far si che ogni password inserita sia sempre corretta.Vediamo come fare.Per iniziare abbiamo bisogno di un debugger (userò gdb) e di un editor esadecimale (userò hexcurse che fa molto H4X0R xD).

Incominciamo con l’aprire gdb e apriamo il nostro programma:
emme@ubuntu:~$ gdb prova
GNU gdb 6.8-debian
Copyright (C) 2008 Free Software Foundation, Inc.
ecc.

si imposta un breakpoint sul main:
(gdb) b main

dopodiché diassembliamo il main:
disas main
Dump of assembler code for function main:
0x08048760 : lea 0x4(%esp),%ecx
0x08048764 : and $0xfffffff0,%esp
0x08048767 : pushl -0x4(%ecx)
0x0804876a : push %ebp
0x0804876b : mov %esp,%ebp
0x0804876d : push %ecx
0x0804876e : sub $0xe4,%esp
0x08048774 : mov %gs:0x14,%eax
0x0804877a : mov %eax,-0x8(%ebp)
0x0804877d : xor %eax,%eax
0x0804877f : movl $0x5,0x8(%esp)
0x08048787 : movl $0x80488f0,0x4(%esp)
0x0804878f : lea -0xd0(%ebp),%eax
0x08048795 : mov %eax,(%esp)
0x08048798 : call 0x8048604
0x0804879d : movl $0x80488f5,0x4(%esp)
0x080487a5 : movl $0x804a040,(%esp)
0x080487ac : call 0x80485f4
0x080487b1 : lea -0x6c(%ebp),%eax
0x080487b4 : mov %eax,(%esp)
0x080487b7 : call 0x80485b4
0x080487bc : lea -0xd0(%ebp),%eax
0x080487c2 : mov %eax,0x4(%esp)
0x080487c6 : lea -0x6c(%ebp),%eax
0x080487c9 : mov %eax,(%esp)
0x080487cc : call 0x8048634
0x080487d1 : test %eax,%eax
0x080487d3 : jne 0x80487eb
0x080487d5 : movl $0x804890d,0x4(%esp)
0x080487dd : movl $0x804a040,(%esp)
0x080487e4 : call 0x80485f4
0x080487e9 : jmp 0x80487ff
0x080487eb : movl $0x8048920,0x4(%esp)
0x080487f3 : movl $0x804a040,(%esp)
0x080487fa : call 0x80485f4
0x080487ff : mov $0x0,%eax
0x08048804 : mov -0x8(%ebp),%edx
0x08048807 : xor %gs:0x14,%edx
0x0804880e : je 0x8048815
0x08048810 : call 0x8048614
0x08048815 : add $0xe4,%esp
---Type to continue, or q to quit---
0x0804881b : pop %ecx
0x0804881c : pop %ebp
0x0804881d : lea -0x4(%ecx),%esp
0x08048820 : ret
End of assembler dump.

La parte che ci interessa è quella dove c’è jne(Qua viene effettuata la comparazione delle due stringhe) come possiamo vedere l’istruzione è lunga 2byte.Vediamo come procedere:

facciamo in modo di vedere il codice contenuto nella jne(dato che è lunga 2 byte visualizzeremo solo quei 2 bye):
(gdb)x/2xb main+115
0x80487d3 : 0x75 0x16

Finita quest’operazione finalmente sappiamo cosa dobbiamo modificare per far si che il programma dia ogni password per buona.Ci basterà sostituire con il nostro editor esadecimale 75 16 con 90 90(il numero 90 indica che non sarà fatta nessuna operazione),perciò apriamo il nostro editor esadecimale e modifichiamo i due valori.Alla fine dovreste ritrovarvi con questo risultato:

emme@ubuntu:~$ ./pass
Inserisci la password:
aaaaaaaaaaaaaaaaa
password corretta

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Chrome sa tutto di noi, proteggiamoci!

Ormai è noto, Chrome ha avuto un grande successo, e siamo consapevoli che è fra i browser più sicuri.
Sappiamo anche che Google tiene traccia di ciò che un utente fa con Chrome?

Qualcuno lo saprà, qualcuno l’ha appena scoperto.

Chrome riceve informazioni sull’indirizzo ip dell’utente ogni volta che Chrome crasha, si aggiorna, i siti che visitiamo ed altro.
Dopo aver letto quest’ultimo periodo vi starete chiedendo, e Google cosa se ne fa delle info sui siti che visitiamo? Semplice, in quel modo “smista” meglio la pubblicità in base agli “interessi”.
Ad ogni utente di Chrome viene assegnato un numero di identificazione unico.

Google cerca di difendersi dicendo che tiene tutte le informazioni prelevate in modo del tutto anonimo.

Ora ognuno di voi dirà: come eliminare il numero identificativo di Chrome?
Esistono due semplici ma efficaci tools: Chrome Anonymizer e UnChrome.

La prima è un’applicazione che ci permette di rimuovere il numero identificativo ad ogni avvio di Chrome in modo automatico.
Basta scaricare Chrome Anonymizer e lanciarlo ogni volta che navighiamo con Chrome.
I requisiti per questo programma sono:

  • Google Chrome deve essere installato
  • Avere come sistema operativo Xp, Vista, Windows 7 con .NET Framework 2.0

Il secondo tool, UnChrome, è scaricabile gratuitamente da qui.

Purtroppo l’applicazione è in Tedesco ma basta avviarla e attendere fino a quando non appaiono due scritte verdi.

Restiamo in attesa di nuovi tools, o magari di una modifica da parte di Google nei confronti di Chrome in modo da rimuovere quest’analisi che fa Chrome per ogni utente.

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Cairo Shell

Sicuramente, non dico a tutti, ma a qualcuno di voi è capitato di avere una voglia matta di cambiare il look di Windows.

Ma mettete pure tutti i temi che volete, ci sono parti di Windows che proprio non sono definite nei files dei temi e che quindi non si possono cambiare… ma anche no.

È qui infatti che entrano in gioco le shell alternative, dei rimpiazzamenti dell’explorer di Windows, totalmente personalizzabili, che cambiano definitivamente il look del nostro sistema rendendolo completamente diverso.

Tra queste ricordiamo Litestep, che ebbe i suoi 15 minuti di gloria ai vecchi tempi di Xp ma il cui progetto è stato interrotto, e non è più compatibile con i sistemi Windows a 64 bit.

Ma un altro fantastico ed ambizioso progetto si sta muovendo dietro le quinte al proposito di cambiare radicalmente la UI di Windows, e si tratta di Cairo Shell.

Cairo, attualmente alla Milestone 1.9 liberamente scaricabile dal sito ufficiale (link a fine articoli), è come già detto una shell alternativa, che piazza una menubar molto simile a quella di Mac in cima allo schermo e una taskbar in basso.

La menubar è senz’altro molto comoda, poiché permette un accesso immediato a tutti i programmi, che possiamo anche suddividere in categorie grazie all’App Grabber, nonché alle nostre varie cartelle che possiamo piazzare sulla barra per poi scorrerne i contenuti, proprio come la superbar di Seven.

Inoltre, c’è anche una funzione Desktop Search che permette l’accesso ai nostri file attraverso un dialogo di ricerca direttamente dal desktop.

Essendo un’alpha però, Cairo è ancora un po’ instabile, e molte funzioni non sono state ancora implementate e sono previste nelle prossime builds (nuovo explorer in sostituzione di quello di Win, multidesktop, possibilità di tradurre le stringhe e molto altro), ma v’invitiamo comunque a provarla, poiché è compatibile anche con Seven ed è facilmente disinstallabile.

Cosa aspettate? Scaricatela da qui.

Guida scritta dal mio amico B00BScream.

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Installare Windows 7 con il DVD di aggiornamento su un PC nuovo

Il 22 Ottobre, come tutti sappiamo, è uscito Windows 7; è possibile acquistarlo nei centri autorizzati alla vendita e nel Microsoft Store.

L’acquisto è possibile effettuarlo in due modi:

  • Acquistare una licenza Retail full del sistema operativo con al suo interno un product key valido;
  • Acquistare il DVD di aggiornamento sborsando qualche euro in meno (non pochi).

Attraverso il primo DVD, si può installare il sistema operativo su qualsiasi computer che lo supporti (Vedi Centro Compatibilità hardware e software).

Invece, attraverso il secondo DVD, cioè quello di aggiornamento, è possibile installare Windows 7 solo su pc con installati Xp o Vista e forniti di una licenza valida.

Con le versioni di aggiornamento si risparmiano:

  • 80€ per la versione Home Premium
  • 20€ per la versione Professional
  • 20€ per la versione Ultimate

Come ho detto prima è possibile utilizzare il DVD di aggiornamento solo se abbiamo una licenza valida di Xp o Vista.

Ma in questi giorni, per il web, gira una guida su come installare l’aggiornamento come se fosse la versione full (più costosa).

In questo modo possiamo installare Windows 7 in un hard disk nuovo, senza che al suo interno ci sia una copia valida di Xp o Vista.

Nella guida sottostante vedremo come è possibile farlo:

Premessa:

  • Non ho provato la guida (anche perchè uso distro Linux :P ), non posso dirvi se funge, ma la fonte della guida è attendibile, dovrebbe andare.
  • Non mi assumo nessuna responsabilità dell’uso che ne farete.
  1. Impostate dal bios come ordine di boot cd/dvd rom;
  2. Inserite il dvd di aggiornamento nel lettore dvd;
  3. Installate il sistema operativo nella partizione (spazio) vuoto dell’hard disk;
  4. Quando siete giunti alla schermata dell’inserimento del product key, non inserite alcun numero (non inserite neanche il numero di serie presente nel dvd di aggiornamento) e togliete la spunta su “Attiva Windows non appena è…“;
  5. Avviate normalmente Windows 7;
  6. Eccoci giunti alla fase delicata, verificate che non ci siano aggiornamenti disponibili, se ci sono installateli e riavviate;
  7. Verificate di nuovo la presenza di aggiornamenti, cliccate poi su “Arresta il sistema” (se vicino a questa scritta c’è una qualsiasi icona significa che dopo il riavvio del computer devono essere installati altri aggiornamenti);
  8. Al successivo riavvio, assicuratevi che non ci siano aggiornamenti, altrimenti non potete proseguire;
  9. Ora, andate nel menù start e scrivete nel campo di ricerca “regedit” per aprire il registro di sistema, rispondete con si all’avviso dell’UAC che vi verrà mostrato;
  10. Una volta aperto il registro, navigate nelle cartelle a sinistra fino a giungere al seguente percorso: HKLM/Software/Microsoft/Windows/CurrentVersion/Setup/OOBE/;
  11. Cercate la voce “MediaBootInstall, cliccateci due volte sopra e impostate il valore da 1 a 0;
  12. Uscite dal registro di sistema, aprite il menù start e digitate nel campo di ricerca “cmd” poi fate click destro e scegliete “Avvia come amministratore” (scusate se sbaglio qualche parola ma, ripeto sono un Linux user);
  13. Una volta aperto il prompt dei comandi digitate “slmgr -rearm” per azzerare lo stato di attivazione di Windows;
  14. Riavviate il pc;
  15. Al riavvio attivate Windows inserendo il product key ricevuto con il dvd di aggiornamento.

Godetevi il vostro Windows 7.

Secondo voi cosa ne pensa la Microsoft di questo trucchetto?

La casa produttrice afferma che è un procedimento illegale (solo per far acquistare agli utenti la versione full che è più costosa).

Attualmente non è disponibile alcun metodo per impedire agli utenti di usare questo metodo.

Divertitevi con il vostro Windows 7, non badando a spese!

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Firefox 3.6 Beta 2 rilasciato, 190 bug corretti

Come ormai di consuetudine, gli sviluppatori di Mozilla Firefox sono sempre al lavoro per rilasciare nuove versioni e correggere vari problemi e bug.
Fino a pochi giorni fa la versione più recente scaricabile era Firefox 3.6 Beta 1, ma a distanza di poco tempo dal rilascio della prima beta, è stata rilasciata una seconda beta.

Nella nuova beta, sono stati risolti problemi di velocità, avvio e addirittura 190 bug corretti!
Sono aumentate le performance del Javascript, della stabilità e della reattività.

Mozilla raccomanda a tutti l’aggiornamento a questa versione, disponibile come sempre per Windows, Linux e Mac.

Se volete, potete leggere le note di rilascio: qui.

Download installer (Windows, Linux, Mac) – Il download è disponibile in 45 lingue, italiano compreso.

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Windows Seven raggiunge le alte vette dell’informatica, ma è pieno di bug

Come si prevedeva le vendite di Windows 7 sono da record, infatti dalla data della sua uscita (22 Ottobre)  ad oggi il nuovo sistema operativo targato Microsoft ha venduto il 234% in più rispetto al suo predecessore, il criticatissimo Windows Vista, alla stessa distanza di giorni dall’esordio.

Non siate subito entusiasti!

Le versioni che hanno riscosso più successo sono proprio le più economiche.

Proprio così, infatti la versione di Windows 7 che ha venduto di più è la Home Premium Upgrade, con un prezzo di 76 dollari (circa 51 €), che era la scelta più consueta per chi voleva effettuare un upgrade da Vista.
Al secondo posto si piazza Windows 7 Pro Upgrade (la versione da 147 dollari, circa 98€), che permette di aggiornare i computer con Vista Business preinstallato.

Infine, il terzo classificato è Windows 7 Home Premium Family Pack 3 User Upgrade (149 dollari, circa 100€), appositamente pensato per le famiglie che hanno in casa fino a 3 computer e quindi hanno convenienza ad acquistare una licenza multipla.

Le vendite sono decollate grazie alle agevolazioni offerte dalla casa produttrice.
Quindi, da una prima impressione su Windows 7 si deduce che l’utenza ha accolto in maniera positiva il nuovo sistema operativo; vedremo come andrà a finire quando, scadute le offerte e le agevolazioni, chi vorrà comprare Windows 7 lo pagherà a prezzo pieno.

Dopo molti elogi dei lati positivi, parliamo dei lati negativi di questo sistema operativo.

Uno dei più critici è un bug del kernel, che permetterebbe ai malintenzionati di inserire contenuto nocivo all’interno del sistema operativo eludendo ogni forma di protezione.

Il bug è presente anche in Windows Server 2008.

L’utenza è in attesa di una patch.

Momentaneamente consiglio di disattivare le porte 139 e 445.

Ultimamente è stato scoperto un nuovissimo bug, che permetterebbe all’utente di eludere i sistemi di attivazione del sistema operativo, semplicemente digitando un codice nel prompt dei comandi (cmd).

Vedremo come si svilupperanno le vicende..

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Nuova veste grafica!

Buonasera gentile utenza e gentili visitatori.
Come avrete sicuramente notato, oggi non ho scritto alcun post.
Secondo voi perchè?
Forse avrete visto che ho introdotto una nuova skin per il blog!
Questa nuova skin è al dir poco fantastica =)

Per ora non ho nulla da aggiungere..
A presto, con nuovi post e nuove interessanti news ;)

Ribel

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Office 2010 Beta disponibile per il download

La Microsoft ha rilasciato pubblicamente una beta di Office 2010.
Non si tratta di qualche fake, oppure copie sfuggite alla Microsoft e messe sul web dai pirati, ma è una versione resa pubblica dalla stessa casa produttrice.

C’è una possibilità di scelta tra tre pacchetti distinti:

  • Office Home and Business 2010 beta: che comprende Word 2010, Excel 2010, PowerPoint 2010, OneNote 2010 ed Outlook 2010;
  • Office Professional 2010 beta: che a differenza del pacchetto precedente, aggiunge anche Access 2010 e Publisher 2010;
  • Office Professional Plus 2010 beta: questa è la versione maggiore e comprende anche Outlook 2010 con Business Contact Manager, Infopath 2010, Communicator 2010, SharePoint Workspace 2010 .

Strano da dirsi ma, attualmente tutti i link per il download puntano alla versione maggiore; sarà un errore commesso dalla Microsoft o qualcosa precedentemente progettato?

Office 2010 Beta è disponibile sia a 32 bit (o x86) sia a 64 bit (x64).

Possiamo scaricare la Beta di Office 2010 da qui.

Vi ricordo che ancora è in fase beta, quindi non ancora “maturo”.

Appena installato, utilizzate il product-code ricevuto via e-mail per attivarlo; la copia sarà valida fino al 5 Aprile 2010.

Dopo la scadenza l’applicazione risulterà inutilizzabile ed andrà disinstallata.


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Download Chrome OS, solo per macchine virtuali

A poche ore dalla sua presentazione ufficiale, girano già in rete le prime copie non ufficiali.

L’OS di casa Google, non potrà essere installato sui computer come un normale sistema operativo perchè la versione attualmente disponibile non è un’immagine ISO da provare nel modo che vogliamo, ma è un file vmdk da utilizzare esclusivamente all’interno di macchine virtuali.

Cominciamo installando Virtualbox disponibile qui o VMWare (solo se non avevate almeno uno dei due software precedentemente installati), ora mettetevi comdi e preparatevi per il primo incontro con Chrome OS!
  1. Cominciate scaricando l’archivio contenente l’immagine ISO di Chrome OS da qui (per il torrent) o qui (download diretto, registrazione necessaria);
  2. Una volta scaricata l’immagine vmdk estraetela dall’archivio scaricato in una cartella qualsiasi;
  3. Avviate il vostro Virtualbox;
  4. Cliccate sul pulsante Nuova;
  5. Fate click su Avanti;
  6. Digitate Chrome OS nel campo Nome;
  7. Selezionate Linux dal menu a tendina collocato accanto alla voce Sistema operativo; dal menu a tendina collocato accanto alla voce Sistema operativo;
  8. Selezionate Other Linux dal menu a tendina collocato accanto alla voce Versione;
  9. Fate click su Avanti;
  10. Impostate minimo 512MB come dimensioni della RAM virtuale;
  11. Fate click su Avanti;
  12. Mettete il segno di spunta accanto alla voce Usa un disco fisso esistente;
  13. Cliccate sul pulsante a forma di cartella;
  14. Fate click sul pulsante Aggiungi;
  15. Selezionate l’immagine vmdk di Chrome OS;
  16. Fate click su Seleziona;
  17. Cliccate sul pulsante Avanti e poi su Fine;
  18. Evidenziate la macchina virtuale appena creata (Chrome OS) e cliccate sul pulsante Impostazioni;
  19. Selezionate la voce Rete dall’elenco collocato nella parte sinistra della finestra;
  20. Selezionate la voce Scheda con bridge dal menu a tendina collocato accanto alla voce Connessa a (sennò la connessione non funzionerà);
  21. Fate click su OK;
  22. Avviate la macchina virtuale;
  23. Effettuate il login a Chrome OS utilizzando i vostri dati di accesso a Gmail.

Ora avrete la vostra macchina virtuale con Chrome OS installato!

Via | Geekissimo

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